Fuori tempo

fuoritempo

Senza titolo

Questa cosa che mi dà fastidio   questa cosa per
cui provo orrore   questa specie di scarabocchio
un disegno con le linee che tremano   un
grottesco cartone animato   questa cosa da cui
mi protendo   con occhi e mani per essere solo
occhi e mani   questa cosa da cui cerco di
staccarmi tendendomi come un elastico   che
sento brulicare mentre mi allontano   questa
cosa che mi dà la nausea  questa cosa che cerco
di correggere mentre la guardo   di plasmare
diversa mentre la tocco   questa cosa che è un
marciume osceno  questa cosa che mi blocca la
gola   questa cosa che si liquefa dietro la mia
testa   questa cosa che si attacca al letto   questa
cosa che schiaccia le persone   questa cosa che è
come il retro del cranio scoperto   dove sento
che si vede il mio cervello   questa cosa da cui
fuggo tutto il tempo
è il mio corpo.

Desiderare essere un oggetto

Desiderare essere un oggetto.
Avere la definizione
e la perfetta compiutezza delle cose
in qualche modo ti dà un significato.

Sapere di non essere un errore,
di avere un posto e un fine,
come un soprammobile.

La confortante, ferma consapevolezza
che le tue linee immobili e immutabili
sono studiate fin nei minimi dettagli,
che il tuo profilo è sagomato alla perfezione
in una giusta ed ammirevole bellezza
e che qualcuno ti ha saggiamente collocato
proprio nel posto dove devi stare.

Sei come un attimo fotografato
nel più pregevole degli scatti,
un’occasione colta al volo
senza una lotta né dovrai lottare
per sentirti in qualche modo adeguata,
per replicare quelle forme ideali,
tutte le classiche proporzioni,
i colori senza ombre e senza sporco.

Soltanto un panno per spolverare
pochi secondi ogni settimana
e fai figura sullo scaffale.

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